«In merito alle dichiarazioni di Antonio Caliendo, circa una presunta proposta di amichevole con il River Plate, Juventus Football Club sottolinea di non aver mai ricevuto alcuna richiesta. La società conferma il proprio impegno a celebrare nel miglior modo possibile la carriera di David Trezeguet quando gli impegni agonistici del campione franco-argentino lo consentiranno». Un comunicato ufficiale da parte della società, per smentire le parole dell'agente di Trezegol che aveva dichiarato di aver chiesto un'amichevole con il River (attuale squadra del bomber) al club bianconero. Ma anche una promessa che farà felici i milioni di tifosi juventini, che ricorderanno per sempre i gol del centravanti (massimo cannoniere straniero di sempre della storia Juve) e che si emozionerebbero sicuramente se dovesse andare in porto una partita di questo tipo: celebrare un campione e insieme tornare a quella giornata del 1996, quando a Tokyo la Juve si prese il tetto del mondo con un gol di Del Piero proprio al River Plate. Ricordare il passato per spingere il presente a imitarlo nel futuro: in fondo il messaggio sarebbe proprio questo.
Pianeta Juventus
martedì 20 marzo 2012
La promessa della Juve: «Celebreremo Trezeguet»
«In merito alle dichiarazioni di Antonio Caliendo, circa una presunta proposta di amichevole con il River Plate, Juventus Football Club sottolinea di non aver mai ricevuto alcuna richiesta. La società conferma il proprio impegno a celebrare nel miglior modo possibile la carriera di David Trezeguet quando gli impegni agonistici del campione franco-argentino lo consentiranno». Un comunicato ufficiale da parte della società, per smentire le parole dell'agente di Trezegol che aveva dichiarato di aver chiesto un'amichevole con il River (attuale squadra del bomber) al club bianconero. Ma anche una promessa che farà felici i milioni di tifosi juventini, che ricorderanno per sempre i gol del centravanti (massimo cannoniere straniero di sempre della storia Juve) e che si emozionerebbero sicuramente se dovesse andare in porto una partita di questo tipo: celebrare un campione e insieme tornare a quella giornata del 1996, quando a Tokyo la Juve si prese il tetto del mondo con un gol di Del Piero proprio al River Plate. Ricordare il passato per spingere il presente a imitarlo nel futuro: in fondo il messaggio sarebbe proprio questo.
Juve-Milan, i convocati: out Matri, Barzagli e Buffon
La Juventus si prepara ad affrontare la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan con 22 giocatori a disposizione. Della lista diramata da Antonio Conte al termine dell’allenamento di rifinitura, come riporta il sito ufficiale del club bianconero, non fanno parte solo Alessandro Matri e Andrea Barzagli. L’attaccante deve smaltire una leggera contusione al ginocchio destro, mentre il difensore prosegue nel suo programma di recupero dall’infortunio muscolare al polpaccio patito contro il Chievo. Turno di riposo per Gigi Buffon. Ecco l'elenco completo: 3 Chiellini, 4 Caceres, 7 Pepe, 8 Marchisio, 10 Del Piero, 11 De Ceglie, 13 Manninger, 14 Vucinic, 17 Elia, 18 Quagliarella, 19 Bonucci, 20 Padoin, 21 Pirlo, 22 Vidal, 23 Borriello, 24 Giaccherini, 26 Lichtsteiner, 27 Krasic, 28 Estigarribia, 30 Storari, 31 Branescu, 34 Marrone.
Juventus-Milan, i precedenti in Coppa Italia
4 vittorie, altrettante sconfitte e 2 pareggi: è questo il bilancio dei confronti disputati in Coppa Italia tra Juventus e Milan a Torino. La serie prende inizio il 28 giugno 1942 e le due squadre si contendono proprio il trofeo nella gara di ritorno. All’andata si è verificata una situazione di parità, 1-1. Al ritorno i bianconeri prevalgono 4-1 grazie a una tripletta del bomber Lushta e a una rete di Sentimenti III dal dischetto, mentre per gli ospiti segna Boffi. Per la Juve è questa la seconda Coppa Italia, conquistata dopo quella del 1938. Nel 1967 le due squadre si trovano in semifinale e il Milan prevale ai supplementari per 2-1: sarà questa un’edizione vinta proprio dai rossoneri. Copione quasi identico nel 1972, con gol decisivo di Prati e manifestazione vinta da Rivera e compagni. La Juve torna al successo nel girone conclusivo del 1975, ma le reti di Scirea e Damiani nel 2-1 bianconero non impediscono l’eliminazione. Nel 1978 lo 0-3 è giustificato dalle tantissime assenze in casa Juve: ad andare in campo è la squadra riserve, essendo i titolari quasi tutti impegnati nel Mondiale argentino che si svolge contemporaneamente. Nel 1982 è una doppietta di Paolo Rossi a decidere la sfida, mentre per il Milan accorcia le distanze Joe Jordan, soprannominato Lo Squalo. Nel 1985 Virdis, ex bianconero, si prende la sua rivincita firmando la rete del successo. Nel 1990 Juventus-Milan termina 0-0, nonostante un assedio continuo con molte occasioni. Nella sfida del ritorno sarà Galia a determinare una vittoria che varrà la conquista dell’ottava Coppa Italia per i bianconeri. Nel 1992 al Delle Alpi si gioca proprio la semifinale di ritorno. All’andata, a San Siro, il risultato è stato di 0-0. Al ritorno, la squadra di Trapattoni batte quella di Capello grazie a una rete di Schillaci. Baresi fallisce il rigore che poteva significare pareggio e qualificazione, mentre vengono espulsi Kohler e Tassotti in un finale decisamente convulso. Infine, l’ultimo precedente risale al 2002 ed è incredibilmente somigliante all’oggi perché nell’andata la Juve espugna il Meazza col punteggio di 1-2. A Torino finisce 1-1, con rete dello spagnolo Josè Mari nel primo tempo e pareggio di Zambrotta nella ripresa.
domenica 18 marzo 2012
Conte: «Noi vogliamo continuare a sognare»
C’è un dato della Juventus di Conte che merita di essere sottolineato: la sua Juventus ha eguagliato quella di Fabio Capello della stagione 2005/06. In quella stagione i bianconeri rimasero imbattuti dall’11° alla 38° giornata. 28 gare senza sconfitte, esattamente come quest’anno: «Andate a vedere quella formazione e capirete quanto sono straordinari questi ragazzi», sottolinea orgoglioso il tecnico Ed è un orgoglio più che giustificato, specie dopo il sonante 5-0 rifilato alla Fiorentina: « Sembrava che anche oggi la porta fosse stregata visto il palo di Vucinic all’inizio. Dopo le cose però sono andate nel verso giusto. La gara l’abbiamo facilitata noi, perché sapevamo che la Fiorentina giocava la partita della vita, c’era la volontà da parte loro e del pubblico di metterci i bastoni tra le ruote, ma i ragazzi sono stati bravi. Non era semplice, perché venivamo da un po’ di partite senza vittorie, con il Milan che va come un treno... Invece abbiamo tirato fuori personalità e voglia di vincere. E questo è un segno di grande maturità». Quella del Franchi è forse stata la miglior Juventus della stagione: «Quest’anno abbiamo sempre giocato un ottimo calcio, anche se è inevitabile che la prestazione venga associata al risultato e quindi cambino i giudizi. Certo, la vittoria mancava da un po’ ma non per cattive prestazioni. Una palla deviata a volte va in rete a volte finisce fuori. E quest’anno spesso le nostre sono finite fuori...». Non a Firenze però e il successo rotondo è un ottimo segnale proprio nell’ottica del duello con i rossoneri: «Siamo orgogliosi di trovarci a dieci giornate dalla fine a lottare e a mantenere vivo il campionato, anche se loro non sbagliano un colpo. Noi continuiamo a fare il massimo per non avere rimpianti alla fine. Sappiamo che di fronte abbiamo un avversario forte e strutturato, ma vogliamo continuare a sognare».
Juve: Una cinquina da record
Un record stabilito, uno eguagliato e un altro ad un passo. Il 5-0 con cui la Juventus ha spazzato via la Fiorentina è degnamente celebrato anche dalle statistiche: mai nella storia intatti i bianconeri avevano vinto con 5 gol di scarto a Firenze in gare ufficiali. Il punteggio più roboante fino a ieri sera era stato l’1-4 del 30 aprile 1995, firmato da Vialli, Baggio, Ravanelli e Marocchi, mentre la rete viola era stata siglata da Batistuta. Il record eguagliato è quello già sottolineato da mister Conte al termine della gara del Franchi: 28 partite di campionato senza sconfitte, come la Juventus della stagione 2005/06, quando la squadra allenata allora da Fabio Capello rimase imbattuta dall’11° alla 38° giornata. E sempre in tema di imbattibilità, un altro primato, facendo i debiti scongiuri, è a portata di mano: il record assoluto nella storia bianconera in serie A è di 30 gare, a cavallo tra la stagione 2005/06 e quella 2007/08. La serie iniziò il 6 novembre 2005, vincendo in casa per 2-0 contro il Livorno nell’11° giornata, e si concluse il 2 settembre 2007, con il successo per 3-2 a Cagliari nella 2° giornata. Con il 5-0 di Firenze i bianconeri sono adesso a 29 partite senza sconfitte, ovvero le 28 di questo campionato, più il pareggio interno 2-2 contro il Napoli del 22 maggio scorso, nell’ultima giornata della serie A 2010/11. Ne manca solo una...
sabato 17 marzo 2012
Fiorentina - Juventus 0-5 Che spettacolo questa Juve!
La partita dell'anno per la Fiorentina. Parrucchini viola sugli spalti per prendere in giro Conte. La partita della vita e del riscatto per Amauri. Ma all'Artemio Franchi non si sono visti né Amauri, né la Fiorentina. Si è vista solo la Juve, che non poteva sbagliare. Pareggite e problema del gol risolti in 90 minuti. La vittoria del Milan a Parma costringeva i bianconeri a vincere per impedire la fuga di Ibra e compagni. E la Juve si è fatta trovare pronta, regalando gol e spettacolo all'Artemio Franchi. Nel momento più delicato della stagione è salito in cattedra Vucinic. Il montenegrino ha mostrato in una serata perfetta tutto il suo valore a chi è ancora scettico su di lui. Un palo, un gol e un assist per il tre a zero di Marchisio. - Conte schiera il tridente pesante, con Matri-Vucinic e Pepe. Il montenegrino colpisce un palo pieno al 6'. Sembra che la maledizione non sia finita dopo i due legni nella sfortunata sfida con il Genoa. Ma dopo dieci minuti, la maledizione si interrompe. Stavolta il destro è ancora più preciso e la palla si infila all'angolino dove Boruc non può arrivare. La Fiorentina è già alle corde, Cerci perde la testa e colpisce De Ceglie con un calcio: Bergonzi lo espelle. Dopo venti minuti la gara è tutta in discesa per la Juve. Al 29' Vidal firma il gol del raddoppio e esulta imitando una scazzottata con Bonucci. I bianconeri danno spettacolo mentre dall'altra parte Amauri si batte con rabbia, ma non ha nemmeno un'occasione per cercare di battere Buffon. - Nella ripresa Delio Rossi spera in una reazione di orgoglio, invece vede la sua squadra soccombere sotto i colpi di Marchisio-Pirlo e Padoin: primo gol in bianconero per il centrocampista arrivato a gennaio. Sul 3-0 c'è ancora lo zampino di Vucinic, autore di un grande assist per Marchisio. Il 4-0 è un colpo di classe di Pirlo - tocco sotto a scavalcare Boruc - e la cinquina bianconera che chiude la goleada è una bella giocata di Padoin. Con questa prestazione straordinaria la Juve manda un chiaro segnale al Milan e al campionato. I bianconeri non vincevano dal 18 febbraio, 3-1 con il Catania. Poi quattro pareggi con Milan, Bologna, Chievo e Genoa. Ma già domenica scorsa la squadra aveva dimostrato di esserci dal punto di vista fisico e del gioco. Questa vittoria è una prova di forza che arriva prima della sfida con l'Inter, nel prossimo turno di campionato.
Juve: La carica di Conte
Sabato sera la Juventus gioca contro la Fiorentina una gara di grande fascino e di estrema importanza. Una partita mai semplice, in cui le difficoltà vengono alimentate dalla rivalità storica e dal desiderio dei viola di riscattare contro i bianconeri un’annata storta. Una sfida in cui il calcio offensivo della Juventus troverà una difesa che non concede molto, soprattutto in casa. Insomma sull’incontro del Franchi si potrebbe parlare per ore, toccando un’infinità di temi. Le domande rivolte a Conte nella conferenza stampa di vigilia però, su tutto vertono, tranne che sulla gara. Il primo argomento è la designazione di Bergonzi, che a Bologna, nelle vesti di quarto uomo, fece allontanare il tecnico bianconero dalla panchina: «E’ un buon arbitro - sottolinea Conte - Inevitabile che la decisione presa sia singolare, visto quanto accaduto pochi giorni fa e vista l’importanza della partita, per noi che inseguiamo un sogno e per la Fiorentina che è nella parte bassa della classifica. E’ stata la decisione più appropriata? Avremo la risposta dopo la partita, al termine della quale, in ogni caso, noi non commenteremo l’operato dell’arbitro». Il discorso si sposta su Amauri che in una recente intervista non ha nascosto di nutrire desiderio di rivalsa nei confronti della Juventus: «Amauri sa come sono andate le cose con me e quando lo incrocio posso guardarlo dritto negli occhi - risponde Conte - Anche se ci siamo parlati solo due volte, lui sa cosa ci siamo detti e soprattutto cosa mi ha detto lui». Si torna quindi a parlare della partita di Genova: «Non aver vinto è davvero un peccato - sottolinea il tecnico - Spiace perché abbiamo creato tanto e non siamo riusciti a concretizzare. Fa parte anche questo di un processo di costruzione che, non dimentichiamolo, ha le fondamenta costruite in appena sei mesi e mezzo». Per quanto la mole di occasioni create dai bianconeri avrebbe meritato maggior fortuna, l’attenzione della stampa si focalizza sulle difficoltà degli attaccanti di andare in rete: «La spiegazione tecnica che do al fatto di non aver segnato? Tre pali colpiti e la bravura del portiere avversario. Dopotutto ci sono pareggi e pareggi e i nostri fanno sempre gridare allo scandalo per la vittoria mancata. Non ci sono state partite in cui abbiamo difeso il punto, ma anzi abbiamo sempre giocato per vincere, creando ogni volta sette, otto palle gol... Mi aspetto da un momento all’altro che i nostri tiri, ora rimpallati finiscano dentro. Il turnover in attacco? Chiunque vada in campo, se non facciamo gol, ci si chiede perché non ha giocato un altro, questo fa parte del gioco. Noi non abbiamo una punta titolare, ma giocatori che cercano di mettermi in difficoltà nella scelta. In ogni caso non sono preoccupato. Lo sarei se non tirassimo in porta, se non facessimo calcio. Io lo schema per tirare la palla dentro ancora lo devo inventare... Ci sto lavorando tramite la Playstation...» conclude Conte con un sorriso.
Juve, Conte ne chiama 23. Barzagli non c'è, Chiellini sì
Manca il solo Barzagli nell’elenco dei convocati diramato da Conte in vista della sfida di stasera contro la Fiorentina. Il difensore prosegue nel suo programma di recupero, mentre il suo compagno di reparto Giorgio Chiellini ha superato l’elongazione infiammatoria a livello del soleo del polpaccio sinistro ed è a disposizione. In tutto sono 23 i bianconeri convocati per la trasferta di Firenze. - Questo l’elenco completo: 1 Buffon; 3 Chiellini; 4 Caceres; 7 Pepe; 8 Marchisio; 10 Del Piero; 11 De Ceglie; 13 Manninger; 14 Vucinic; 17 Elia; 18 Quagliarella; 19 Bonucci; 20 Padoin; 21 Pirlo; 22 Vidal; 23 Borriello; 24 Giaccherini; 26 Lichtsteiner; 27 Krasic; 28 Estigarribia; 30 Storari; 32 Matri; 34 Marrone.
Fiorentina-Juventus, i precedenti
Fiorentina-Juventus si è disputata 72 volte in campionato. E’ un terreno davvero ostico quello toscano: i bianconeri sono riusciti a prevalere solo in 19 circostanze, a fronte di 25 sconfitte e 28 pareggi. L’ultimo successo della Juventus risale al 6 marzo 2010, quando sotto la gestione Zaccheroni i bianconeri si aggiudicano l’incontro per 1-2, grazie alle reti di Diego e Grosso, intervallate dal momentaneo pareggio dell’ex Marchionni. La vittoria più corposa risale alla stagione 1994-95, la prima con Marcello Lippi. Un 1-4 con rete di Vialli al volo, rigore di Roberto Baggio, terzo centro di Ravanelli e poker servito da Marocchi. Il capocannoniere juventino degli incontri a Firenze è Roberto Bettega, con 4 centri in altrettante partite: due vittorie (1-2 nel 1971 e 1-3 nel 1977), un pareggio (1-1 nel 1976); una sconfitta (2-1 nel 1980).
giovedì 15 marzo 2012
Juve: Nota della Società
In merito a una notizia di stampa, pubblicata oggi da un quotidiano, relativa ai giocatori Arturo Vidal e Leonardo Bonucci, Juventus Football Club precisa che i calciatori in questione sono estranei ai fatti descritti e pertanto li assisterà in ogni iniziativa legale essi ritengano di intraprendere a tutela della loro immagine e della loro onorabilità.
Vidal e Bonucci che rischio. Rissa sfiorata
Racconta di sé Arturo Vidal : «In Cile mi hanno dato il soprannome Celia Punk, ma preferisco quello di Guerriero. Per come interpreto le partite». Il tipo sicuramente non è banale. Sguardo diritto e fiero, coraggio da vendere. E un’assoluta lealtà, almeno in campo, dove la sua durezza non sfocia mai in violenza. Tantomeno gratuita. Volendo usare un’immagine abusata, Vidal è uno di quei compagni che si vorrebbero sempre al fianco in battaglia. O per fare un po’ di festa. Solo che l’essere un personaggio pubblico in questo caso non aiuta. L’eco dei guai passati in Nazionale non è ancora sopito (il ct Claudio Borghi a novembre allontanò lo juventino e altri quattro giocatori dal ritiro per essere rientrati in ritardo e in condizioni “non adeguate”) che già emerge un’altra serata caliente con protagonista il campione strappato in estate al Bayer Leverkusen. - Cronaca recente, perché il fatto risale a domenica scorsa. Quella che ha visto Vidal protagonista di una grande prestazione nella trasferta con il Genoa, nonostante gli sia toccato improvvisarsi difensore centrale al fianco di Martin Caceres . Un ruolo già frequentato, mai però alla Juve e tantomeno con al fianco l’uruguaiano. Ciò nonostante la prestazione del cileno è stata eccellente, al punto da far dimenticare che i bianconeri si fossero presentati al Ferraris privi di Andrea Barzagli e Giorgio Chiellini. - Insomma, il Guerriero a fine giornata avrebbe avuto tutte le ragioni per deporre, soddisfatto, le “armi”. Invece è incappato in una serata complicata. In compagnia di Leonardo Bonucci si è recato al Tabata, noto locale notturno di Torino non distante dalla sede bianconera. Stando a chi era presente i problemi sarebbero stati originati da una goliardata, ovvero il lancio di cubetti di ghiaccio. Insomma, nulla di particolarmente grave, ma in questi casi basta una mezza parola di troppo per accendere gli animi, nonostante di mezzo ci sia il ghiaccio. Oltretutto nella fazione rivale c’era un tipo di nazionalità straniera noto alle forze dell’ordine come soggetto “poco raccomandabile”. Insomma, il rischio che le cose potessero mettersi davvero male si è fatto strada tra i presenti. Per fortuna sono intervenuti i buttafuori che hanno evitato che la situazione degenerasse definitivamente e i due bianconeri hanno potuto lasciare il locale senza subire danni.
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